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INTOLLERANZE ALIMENTARI

INTOLLERANZE ALIMENTARI

 

Al momento della nascita siamo tutti allergici e intolleranti, cioè reattivi a tutto. Attraverso l’allattamento e lo svezzamento, incontriamo gli alimenti in modo graduale. Così sviluppiamo la tolleranza immunitaria, cioè il controllo della reattività verso ciò che ci circonda.

Si diventa allergici o intolleranti quando si perde il controllo attivo, che si era messo in atto fin dalla nascita (e in parte anche durante la vita fetale), per conquistare la tolleranza verso le sostanze che ci circondano, alimentari, respiratorie o ambientali che siano.

Tutti quindi nasciamo allergici e intolleranti a tutto. E’ il controllo attivo che fa la differenza. L’individuo sano mantiene la tolleranza, chi la perde diventa allergico o intollerante.

Allergie e intolleranze alimentari sfumano talvolta una nell'altra e si influenzano a vicenda. Entrambe, in modo diverso, contribuiscono all’infiammazione da cibo e si differenziano però per alcune caratteristiche specifiche.

Dott.ssa
Sandra Martinelli

Dietista, Professionista Sanitario laureata alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Padova

Specializzata in Dieta GIFT
Esperta nel recupero delle Intolleranze Alimentari

Analisi della composizione corporea con Bioimpedenziometro

Le intolleranze alimentari invece, esprimono per lo più una reazione lenta, determinata dall'intervento di cellule o anticorpi diversi dalle IgE (cellule Th intestinali, come dimostrato da Sampson), che insorge dopo ore o giorni di assunzione ripetuta della sostanza alimentare (o di contatto con un agente ambientale non necessariamente alimentare) verso la quale abbiamo una reattività: nell'organismo esistono infatti meccanismi di controllo che - in caso di intolleranza meglio che in caso di allergia - riescono a evitare lo scatenamento della reazione.

QUALI SONO I SINTOMI DELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI?

La sintomatologia correlata con l'infiammazione da cibo è molto varia e le ricerche scientifiche relative alla infiammazione a bassa intensità, continuano a portare nuovi dati sull'effetto di questo tipo di infiammazione sulla salute.

  • Apparato gastrointestinale
    Meteorismo, eruttazioni, diarrea, nausea, gastrite, reflusso gastroesofageo, epigastralgia, colite, sindrome del colon irritabile, dispepsia, sensazione di pesantezza, dolori addominali, malassorbimento, malattie infiammatorie intestinali, appetito ridotto o aumentato, crampi.

  • Sistema respiratorio
    Riniti, sinusiti, bronchiti, asma, tosse, difficoltà di respirazione, tendenza a ripetere forme infettive, faringite o laringite, raucedine, poliposi nasale e sinusale, russamento (roncopatia), ostruzione nasale, olfatto ridotto o aumentato.

  • Cute
    Eruzioni cutanee, eczema, orticaria, acne, dermatiti, prurito cutaneo, ritenzione idrica e linfedema, lesioni vasculitiche, eritema solare; il controllo delle intolleranze alimentari può essere di aiuto anche nella riduzione delle reazioni tipiche della psoriasi e della dermatite atopica.

  • Sistema nervoso
    Cefalea ed emicrania, astenia, difficoltà di concentrazione, torpore mentale, sonnolenza, vertigini, affaticamento, sbalzi d'umore, sindrome da stanchezza cronica, alcune forme di insonnia, manifestazioni epilettiche con aura; in relazione a studi recenti che coinvolgono la neurochimica cerebrale, anche aspetti nevrotici, tendenza depressiva, ansia, iperattività e altri sintomi classica- mente neurologici oggi possono essere aiutati anche da un controllo alimentare.

  • Apparato genito-urinario
    Cistiti, vaginiti, infezioni, sterilità, dismenorrea, candidosi, cistiti abatteriche (quelle in cui non sembra esserci alcun batterio responsabile), ripetizione di queste patologie, enuresi, mestruazioni abbondanti o dolorose o irregolari, endometriosi (in cui può essere concausale), supporto alla fecondazione assistita, controllo di alcune delle condizioni patologiche della gravidanza.

  • Sistema muscolare e articolare
    Artrite reumatoide, mialgie, crampi, tendenza agli strappi, dolori articolari, artriti in genere, comprese quelle reattive e psoriasiche, spasmi, tremore, rigidità muscolare.

  • Metabolismo, diabete e obesità
    È stato osservato che può esistere una relazione tra intolleranza agli alimenti e sovrappeso. Controllando l'assunzione degli alimenti non tollerati si può ottenere una riduzione dell'infiammazione indotta dagli alimenti, una riduzione dei radicali liberi e un miglioramento della sensibilità insulinica, con effetti a cascata sul metabolismo.

  • Altro
    Edemi, gonfiore delle palpebre, del volto o delle gengive, congiuntiviti, infezioni ricorrenti, afte, difficoltà di deglutizione, ronzio auricolare, perdita di udito, aumentata sensibilità ai suoni, angina, palpitazioni, tachicardia, infiammazioni venose o arteriose, vasculiti, anemia, leucopenia, riduzione delle piastrine.

È ormai sicuro che l'interferenza sul sistema immunitario possa contribuire alla nascita di molte malattie autoimmuni o reumatologiche quali artrite reumatoide, crioglobulinemia, morbo di Crohn, colite ulcerativa, LES e alcuni casi di diabete e sindrome di Cushing.

La presenza di una reazione avversa a un cibo, non determina solo malattie ma anche condizioni disturbate nel soggetto sano; se infatti parliamo di sovrappeso, di stanchezza cronica e di performance muscolare sportiva, ci riferiamo a condizioni non necessariamente patologiche, ma in cui il controllo dell'ipersensibilità alimentare può portare a sensibili e importanti miglioramenti. Questo è stato confermato da studi che ormai legano infiammazione immunologica, insulinoresistenza e produzione di determinate adipochine.

In genere, comunque, qualsiasi disturbo con componente infiammatoria cronica di cui non si riesca a comprendere l'origine, dovrebbe far pensare anche a un'ipersensibilità alimentare nascosta. Quando un disturbo può essere causato (del tutto o in parte) da un'ipersensibilità alimentare, questo significa che è possibile guarire (o contribuire a migliorare) quel disturbo anche con una semplice dieta, una volta che sia stata compresa l'esistenza di una infiammazione da cibo e che siano stati identificati i cibi verso cui si è avuta una reazione anticorpale.

Recuperare la tolleranza alimentare e guarire le intolleranze cambia davvero la vita.

QUALI SONO LE CAUSE CHE GENERANO LE INTOLLERANZE ALIMENTARI?
I fenomeni di intolleranza alimentare (o ipersensibilità) sono quindi dovuti a una specie di fenomeno di accumulo, come se si trattasse di un avvelenamento progressivo, e sono quindi differenti da quelli tipici delle allergie alimentari, in cui la risposta patologica si evidenzia nel giro di minuti dalla ingestione del cibo responsabile.

È molto importante conoscere l'esistenza di questo fenomeno, perché gli effetti delle intolleranze alimentari sull'organismo sono effetti di tipo subclinico, cioè non immediatamente evidente, ma che giorno dopo giorno provocano la crescita di fatti infiammator, che determinano malattie sicuramente impegnative.

COME INDIVIDUARE LE INTOLLERANZE?
A tutt'oggi i test diagnostici relativi alle intolleranze alimentari sono considerati "non convenzionali". Proprio per questo motivo noi utilizziamo una valutazione (attraverso Recaller Program), basata sul dosaggio delle IgG e integrata con la valutazione della infiammazione da cibo. Si tratta di un test innovativo, in accordo con le più recenti evoluzioni della immunologia alimentare; le IgG forniscono le indicazioni del precedente contatto immunologico con il cibo e guidano le indicazioni dietetiche per recuperare la tolleranza alimentare e controllare l'infiammazione.

COSA VUOL DIRE RECALLER

Recaller è l’acronimo di “Recupera le Allergie”.

La guarigione delle allergie alimentari consiste nel recupero della tolleranza, attraverso una dieta equilibrata, priva di restrizioni inutili e sempre orientata a riconquistare un rapporto di amicizia col cibo.

Questo straordinario metodo per individuare e recuperare la tolleranza agli alimenti, è stato messo a punto dal dott. Attilio Speciani, immunologo, uno dei massimi esperti in Europa di intolleranze alimentari.

Questo metodo è al tempo stesso efficace e semplice da seguire perché non prevede l’eliminazione degli alimenti ma solamente una dieta di rotazione, in cui gli alimenti ruotano, non vengono assunti in modo ripetuto per più giorni.

ESEGUIRE IL TEST INTOLLERANZE ALIMENTARI RECALLER

Per eseguire un test Recaller, è necessario recarsi presso una farmacia “punto recaller” dove verrà fatto un piccolissimo prelievo di sangue pungendo un dito. Il referto vi verrà consegnato dal farmacista entro dieci giorni. Contemporaneamente è necessario prenotare un consulto in studio dove vi verrà spiegato come applicare correttamente la dieta che viene personalizzata in base ai risultati del vostro test.. Scrivimi per conoscere quali farmacie forniscono il recallerprogram.

 

NON E’ SOLO UN ELENCO DI CIBI

L’esame del laboratorio è indispensabile, ma ha bisogno di essere tradotto in pratica. È come se si andasse a fare un qualsiasi controllo clinico effettuando degli esami del sangue, o una radiografia, o una Risonanza Magnetica e ci venisse consegnato l’esito senza che ci si dica cosa fare per superare il problema. Questo atto fondamentale è inspiegabilmente mancante quando si affronta un test per le intolleranze alimentari: consegnare solo un elenco di cibi con le relative reattività è esattamente come ritirare le immagini di una TAC senza che un medico specialista ce le spieghi.

Recaller Program prevede l’interpretazione degli esami del sangue, il raggruppamento degli alimenti nei Grandi Gruppi Alimentari, la definizione di una tabella settimanale di rotazione dei cibi. Avrete una dieta personalizzata e facile da seguire. Solo agendo in questo modo è possibile guarire dalle intolleranze alimentari.

COSA FARE DOPO IL TEST

Dieta di rotazione. Individuati i cibi a cui si è intolleranti, si dovrà semplicemente farli ruotare, cioè assumerli in alcuni giorni della settimana e non in altri seguendo dei tempi rispettosi della nostra fisiologia, come nello svezzamento. In questo modo si mette in atto un processo efficace di apprendimento della tolleranza per
tornare a tollerare tutti i cibi mangiando anche quelli ai quali si è intolleranti. Scrivimi per richiedere un consulto on line oppure c/o uno dei miei studi a Modena o Bologna, ti assisterò indicandoti come praticare nel migliore dei modi la dieta a rotazione.


IL LIVELLO DI SOGLIA

Il meccanismo di controllo prevede il superamento del “livello di soglia”. L'intolleranza non è mai un meccanismo on-off (che c'è o non c'è), ma è invece un meccanismo estremamente modulato, che è sempre presente, e che può stare al di sopra o al di sotto di un livello di soglia individuale. Recuperare la tolleranza sta anche nel fatto di alzare la soglia. Ad esempio, in un soggetto intollerante a latte e lieviti, se prima i sintomi comparivano dopo aver mangiato un biscotto, poi compariranno dopo un biscotto e un cappuccino, e poi dopo brioche cappuccino, pasta ai quattro formaggi. Man mano che la soglia si alza si va verso la guarigione, fino a che i sintomi non compariranno neanche con l’assunzione di una normale quantità di cibo contenente latte e lieviti.


PERCHÉ LE DIETE DI ELIMINAZIONE SONO RISCHIOSE

Uno degli effetti positivi della dieta di rotazione rispetto a quella di eliminazione è il controllo delle reazioni infiammatorie senza la perdita di tolleranza nei confronti dell’alimento, un rischio ben illustrato dalla storia che segue.

Lavorando con un gruppo di nove ragazzi che presentavano una sintomatologia allergica diffusa (dermatite atopica, asma) e RAST positivi per il pesce, i due noti immuno-allergologi Pascual e Larramendi provarono a eliminare completamente i prodotti ittici dalla loro alimentazione.

I ragazzi, che prima della dieta non avevano alcun tipo di manifestazione anafilattica connessa all'assunzione di pesce, dopo un periodo di eliminazione totale reagirono tutti e nove con sintomi immediati di tipo allergico (orticaria, angioedema, vomito, rinite, asma) anche al semplice contatto col pesce. Due di loro anche alla semplice percezione del suo odore.

Significa quindi che l'ingiustificata eliminazione dalla dieta di un gruppo di alimenti può diventare anche pericolosa e quindi non va effettuata.

È comunque il nutrizionista di riferimento che deve seguire, con responsabilità, questa reintroduzione e guidare la persona verso il recupero pieno della tolleranza alimentare per l'alimento considerato. Deve cioè divenire la guida di un nuovo “svezzamento”.


LE INTOLLERANZE ALIMENTARI INGRASSANO

L'infiammazione da cibo può provocare ingrassamento. Questo dipende dalla visione evoluzionistica del rapporto con il cibo,
perché l’infiammazione è percepita come segnale di pericolo e quindi di accumulo.

Un gruppo di medici austriaci ha scoperto nel 2007 che l'infiammazione a basso grado (come quella tipica delle reazioni immunitarie), attiva dei macrofagi (cellule del sistema immunitario) che si trovano nel tessuto grasso, e che questi provocano tutte le reazioni necessarie perché l'organismo anziché consumare calorie e energia, le accumuli sotto forma di grasso.

Nello stesso modo, numerosi lavori hanno precisato che il BAFF, citochina profondamente legata alla infiammazione da cibo, determina direttamente dei fenomeni di insulino resistenza, creando finalmente il ponte tra infiammazione e ingrassamento, e stimolando poi la produzione di adipochine che determinano obesità. Studiando questo tipo di stimolo infiammatorio, il test Recaller Program è in grado di indicare la corretta alimentazione per favorire la perdita di massa grassa, quando questa sia in eccesso


dott.ssa Sandra Martinelli

Dietista - Professionista sanitario
Laureata alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Padova


per richiedere un appuntamento telefonare al numero 320 05 78 401

oppure scrivere all’indirizzo mail martisandra@yahoo.com


per Consulenza Intolleranze Alimentari Modena

studio “I Professionisti del Benessere Naturale”

via Trento Trieste, 57 – Formigine (MO)


Per una consulenza a Verona
Centro Medico Polispecialistico Saval - Via R. Franchetti, 6/B -Verona


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